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News settembre 2013

Se Odifreddi scrive e Benedetto XVI risponde

Nel 2011 il matematico Piergiorgio Odifreddi, noto per polemizzare spesso nel sostenere, come uomo e come scienziato, posizioni filosofiche razionaliste e prevalentemente anticattoliche, aveva pubblicato per Mondadori il volume Caro Papa ti scrivo, indirizzato a Benedetto XVI, del quale in particolare prendeva a riferimento, commentandolo in modo critico, il libro Introduzione al Cristianesimo. Proponendosi di dimostrare una intrinseca debolezza argomentativa e carenza logico-razionale della religione, Odifreddi si spingeva fino a definire la teologia una forma di fantascienza, e a rielaborare una sua personale visione di essa, ridefinendo pure la preghiera del Credo, in quella che si mostrava come una professione di fede razionalista e scientista.
Nel mese di agosto di quest’anno Benedetto XVI ha deciso di rispondergli, con una lettera di 11 pagine, cortese ma non priva di osservazioni nette e dirette; arrivata a casa del matematico il 30 agosto, è stata pubblicata parzialmente da La Repubblica martedì 24 settembre.

Ringraziando Odifreddi per il confronto dialettico da lui cercato, Benedetto XVI non manca di osservare come il libro, pur avendo alcune parti leggibili piacevolmente e con interesse, in altre sorprendentemente mostri “una certa aggressività e avventatezza dell’argomentazione”.

Ad esempio solleva perplessità l’idea che “la teologia sarebbe fantascienza”; con un simile presupposto, non si spiega nemmeno come mai Odifreddi consideri il libro del Pontefice Emerito “degno di una discussione così dettagliata”.

Dopo tale premessa, Benedetto XVI esplica quattro punti di critica fondamentali: innanzitutto, se “è corretto affermare che scienza nel senso più stretto della parola lo è solo la matematica”, indubbiamente però “in tutte le materie specifiche”, compresa quindi anche la teologia, “la scientificità ha ogni volta la propria forma, secondo la particolarità del suo oggetto. L’essenziale è che applichi un metodo verificabile, escluda l’arbitrio e garantisca la razionalità nelle rispettive diverse modalità”.

 

Un altro punto fondamentale è la necessità di “riconoscere che, nell’ambito storico e in quello del pensiero filosofico, la teologia ha prodotto risultati durevoli”, il che propende come minimo a favore di una sua validità metodologica e, appunto, scientifica. Non bisogna poi dimenticare che “una funzione importante della teologia è quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione”, e che entrambe queste “funzioni sono di essenziale importanza per l’umanità”. Benedetto XVI cita il suo dialogo con il filosofo Habermas, nel quale aveva “mostrato che esistono patologie della religione e – non meno pericolose – patologie della ragione”; per prevenirle, ecco quindi che “entrambe hanno bisogno l’una dell’altra, e tenerle continuamente connesse è un importante compito della teologia”.

Altra questione è che “La fantascienza esiste [..] nell’ambito di molte scienze”, per cui ad esempio le “teorie circa l’inizio e la fine del mondo in Heisenberg e Schrödinger”, possono indubbiamente essere considerate  “come fantascienza nel senso buono”, ovvero come “visioni ed anticipazioni, per giungere ad una vera conoscenza” anche se sono “soltanto immaginazioni con cui cerchiamo di avvicinarci alla realtà”. Altri esempi si possono trovare nelle teorie evolutive, come “il gene egoista di Richard Dawkins” o le ipotesi avanzate da Jacques Monod sulla “comparsa dei Vertebrati tetrapodi”; una teoria che «trae proprio origine dal fatto che un pesce primitivo scelse di andare ad esplorare la terra, sulla quale era però incapace di spostarsi se non saltellando in modo maldestro e creando così, come conseguenza di una modificazione di comportamento, la pressione selettiva grazie alla quale si sarebbero sviluppati gli arti robusti dei tetrapodi».

Ma Odifreddi, oltre alla religione aveva cercato, come altre volte, di demolire anche la figura storica di Gesù, arrivando così a negare che sia realmente esistito, ponendo “la questione come se di Gesù, in fondo, non si sapesse niente e di Lui, come figura storica, nulla fosse accertabile”; per cui Benedetto XVI, giudicando “avventato” un tale tentativo dialettico, lo invita “in modo deciso a rendersi un po’ più competente da un punto di vista storico”, segnalandogli anche “i quattro volumi che Martin Hengel (esegeta dalla Facoltà teologica protestante di Tübingen) ha pubblicato insieme con Maria Schwemer”, come “un esempio eccellente di precisione storica e di amplissima informazione storica”.

Quanto poi alla personale preghiera di Credo elaborata da Odifreddi, in cui il matematico sostituisce a Dio la Natura, “resta la domanda, chi o che cosa sia questa natura”, dal momento pure che “in nessun luogo” essa viene definita, per cui “appare [..] come una divinità irrazionale che non spiega nulla”.  Oltre a ciò, definendo la propria religione scientifica e razionalista, Odifreddi ha dimenticato “tre temi fondamentali dell’esistenza umana”; in primis, “la libertà, che pur è stata ed è il valore portante dell’epoca moderna” e che “qualunque cosa la neurobiologia dica o non dica” su di essa, “nel dramma reale della nostra storia [..] è presente come realtà determinante e deve essere presa in considerazione”.
Poi l’amore, che nel libro non appare, e il male, sul quale “non c’è alcuna informazione”. Tralasciando “queste domande fondamentali”, “la religione matematica di Odifreddi [..] resta vuota” e si distacca dalla realtà storica e umana, restando quindi nulla più che un esercizio filosofico-teorico.
Link La Repubblica

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