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News febbraio 2016

La rivoluzione delle onde gravitazionali: Einstein aveva ragione

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physical review letters gravitational wavesIl 2016 verrà ricordato per quella che molti definiscono a ragione la scoperta del secolo: la conferma dell’esistenza delle onde gravitazionali, previste 100 anni fa da Albert Einstein, nel suo studio La base della teoria generale della relatività – Die Grundlage der allgemeinen Relativitätstheorie , pubblicato nel 1916 nel volume 7 degli Annali di Fisica.

È stato possibile individuarle grazie ad uno studio internazionale a cui hanno collaborato complessivamente 1004 ricercatori e 133 strutture scientifiche in tutto il mondo, tra cui anche l’Istituto Nazionale di Astrofisica – INFN e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso – GSSI.

Pubblicata sulla rivista Physical Review Letters, in un articolo dal titolo Observation of Gravitational Waves from a Binary Black Hole Merger, la scoperta è stata ufficialmente annunciata ieri, giovedì 11 febbraio 2016, in una conferenza stampa che si è svolta contemporaneamente negli Stati Uniti e in Italia, in due delle strutture che hanno collaborato allo studio: nell’osservatorio VIRGO a Cascina, Pisa, e nell’osservatorio LIGO, a Washington.

In particolare, proprio LIGOLaser Interferometer Gravitational Wave Observatory – Osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali, con i suoi strumenti ad elevata tecnologia ha individuato le lievissime oscillazioni del campo gravitazionale, conseguentemente alla collisione di due buchi neri.

Come spiega il comunicato GSSI, LIGO è “costituito da due bracci di 4 km l’uno, disposti a formare una L, ha una sensibilità tale da poter rilevare variazioni di lunghezza dell’ordine di un miliardesimo di miliardesimo di metro, una quantità circa venti milioni di volte inferiore alle dimensioni di un atomo di idrogeno”.

L’importanza della scoperta è stata sottolineata anche da Eugenio Coccia, direttore GSSI: “È un momento emozionante e indimenticabile: ho speso 35 anni della mia vita in queste ricerche.” Coccia ha spiegato anche come sia importante “avere in un sol colpo osservato le onde gravitazionali e dimostrato l’esistenza dei buchi neri”. In questo modo “L’umanità acquista un nuovo senso: d’ora in poi non solo vedremo il cosmo, ma ascolteremo le sue vibrazioni, la sua musica”.

Sarà ora possibile studiare anche fenomeni astrofisici che prima non erano comprensibili o rilevabili, come l’effetto di increspatura determinato da stelle di neutroni o buchi neri sullo spazio tempo. Immagine: cortesia Physical Review Letters, DOI: http://dx.doi.org/10.1103/PhysRevLett.116.061102.

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