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Edoardo Boncinelli, addio al genetista che ha rivoluzionato la biologia dello sviluppo

Edoardo Boncinelli

Scienziato, intellettuale e divulgatore : la scienza italiana saluta uno dei suoi maestri più autorevoli.

Edoardo Boncinelli, uno dei più importanti genetisti italiani e figura di riferimento nel panorama della divulgazione scientifica, è morto sabato 20 luglio 2025 a Milano all’età di 84 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nella comunità scientifica, ma anche nel mondo culturale e accademico, che lo ha conosciuto come pensatore raffinato e comunicatore efficace, capace di dialogare con la filosofia, la letteratura e la spiritualità.

Nato a Rodi il 18 maggio 1941, Boncinelli si era laureato in fisica all’Università di Firenze, prima di dedicarsi alla biologia molecolare e alla genetica, due discipline che avrebbero segnato in modo indelebile la sua vita e la sua carriera. Negli anni Settanta e Ottanta ha lavorato presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR a Napoli, dove ha compiuto alcuni dei suoi studi più innovativi e riconosciuti a livello internazionale.

L’approccio di Edoardo Boncinelli a scienza e fede è stato lucido, rispettoso e coerentemente laico, ma mai militantemente ateo. La sua posizione può essere riassunta in tre tratti fondamentali:

Scienziato laico, non antireligioso

Boncinelli si definiva esplicitamente laico, ma non ostile alla fede. In diverse interviste ha dichiarato:

“Non sono credente, ma non considero la religione un errore. La fede dà conforto, un senso alla vita, e ha svolto un ruolo importante nella storia umana.”

Questo lo distingueva sia dagli scienziati confessionali, sia dai cosiddetti “neo-atei” come Richard Dawkins. Riconosceva il valore psicologico, sociale e simbolico della religione, pur senza aderirvi personalmente.

Dialogo possibile, ma con ruoli distinti

Nel suo pensiero emergeva una distinzione chiara tra i linguaggi della scienza e della religione. La scienza – diceva – si basa su fatti verificabili, mentre la fede si fonda su credenze che rispondono ad altre esigenze. Non riteneva possibile una sovrapposizione tra i due ambiti, ma sosteneva che potessero coesistere:

“La scienza non può dimostrare né l’esistenza né l’inesistenza di Dio. Semplicemente, non è il suo compito.”

In ciò si avvicina a posizioni epistemologiche simili a quelle del fisico e teologo John Polkinghorne, pur partendo da presupposti diversi.

Critico del “Disegno intelligente” e dell’uso ideologico della fede

Boncinelli ha criticato duramente i tentativi di presentare teorie come il “Disegno Intelligente” (Intelligent Design)come alternative scientifiche all’evoluzione darwiniana. Per lui, la scienza non può essere piegata a fini ideologici o teologici:

“Il disegno intelligente non è scienza, è un’ipotesi filosofico-religiosa.”

Allo stesso tempo, ha criticato anche chi, dalla parte opposta, pretendeva di usare la scienza per “confutare” la fede, considerandola una forma di riduzionismo arrogante.

I “geni architetto”: una scoperta che ha cambiato la scienza

Il suo nome è legato indissolubilmente alla scoperta dei cosiddetti “geni omeotici”, definiti da lui stesso e dai suoi collaboratori “geni architetto”, per il loro ruolo nell’organizzazione spaziale del corpo umano durante lo sviluppo embrionale. Questi geni, già noti nella mosca della frutta (Drosophila melanogaster), vennero individuati per la prima volta anche nell’essere umano grazie al lavoro pionieristico di Boncinelli e del suo team nel 1985. La scoperta dimostrò che i meccanismi di base che guidano lo sviluppo degli organismi viventi sono sorprendentemente conservati tra le specie, rafforzando l’idea di una profonda unità del vivente.

Questa scoperta, di rilevanza mondiale, aprì nuove prospettive non solo per la biologia dello sviluppo, ma anche per la medicina rigenerativa e per la comprensione di alcune patologie genetiche.

Il ruolo nella ricerca e nella formazione

Dopo l’esperienza napoletana, Boncinelli ha diretto il laboratorio di biologia molecolare presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, e in seguito il Centro di farmacologia molecolare e cellulare del CNR. È stato anche direttore della prestigiosa Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, e ha insegnato in numerose università italiane, tra cui le facoltà di scienze, medicina e filosofia. La sua attività accademica ha contribuito a formare generazioni di ricercatori e studenti, sempre con uno sguardo aperto al dialogo tra scienza e cultura.

In sintesi

Edoardo Boncinelli rappresenta un esempio di scienziato che ha mantenuto una posizione di rispetto e distinzione tra i saperi. Non ha mai sostenuto un’integrazione tra scienza e fede, ma neppure ha considerato la religione un “nemico” della conoscenza. Il suo pensiero si colloca in un terreno di riflessione laica, ma aperta, capace di riconoscere il bisogno umano di senso, anche al di fuori dell’ambito scientifico.

Scienza, filosofia e spiritualità: il pensiero di Boncinelli

Oltre che ricercatore, Edoardo Boncinelli è stato un prolifico autore di saggi e testi divulgativi, spesso ispirati dal desiderio di rendere la scienza accessibile al grande pubblico. Tra i suoi libri più noti ricordiamo I nostri geni (Einaudi, 1998), Il cervello, la mente e l’anima (Mondadori, 1999), L’anima della tecnica (Raffaello Cortina, 2006, premio Merck Serono) e Chi siamo. La storia della diversità umana (Mondadori, 2010). Le sue opere hanno affrontato i grandi temi dell’esistenza umana: la mente, l’anima, il libero arbitrio, l’origine della vita, con un linguaggio chiaro e mai banale.

Molto interessato anche alla riflessione filosofica, Boncinelli si è confrontato con pensatori come Umberto Galimberti e si è dichiarato più volte “laico ma non antireligioso”. Pur critico nei confronti di approcci dogmatici o ideologici, ha sempre riconosciuto il valore del pensiero religioso e spirituale nel percorso umano verso la conoscenza e il senso della vita. Nel 2016 ha ricevuto una laurea honoris causa in Scienze Filosofiche dall’Università di Palermo.

Un’eredità che va oltre la scienza

Boncinelli è stato anche grecista per passione, amante della poesia e del pensiero classico, tratti che hanno contribuito a delineare il suo profilo di intellettuale completo e poliedrico. Fino agli ultimi anni della sua vita ha continuato a scrivere, a insegnare e a dialogare con i media, sempre con spirito critico e apertura intellettuale. Affrontò con lucidità anche la propria malattia, mostrandosi sereno e riflessivo nei confronti del dolore e della morte, che considerava parte integrante della condizione umana.

Conclusione

La morte di Edoardo Boncinelli rappresenta una grave perdita per la scienza italiana e internazionale. Le sue scoperte, i suoi libri e il suo esempio continueranno a vivere nel lavoro di ricercatori, docenti e divulgatori. La sua vita è stata una testimonianza coerente di amore per la conoscenza, rigore scientifico e passione per il pensiero. Un esempio raro di scienziato capace di tenere insieme le dimensioni biologica, filosofica e umana della realtà. Con la sua scomparsa, perdiamo non solo un grande genetista, ma anche una voce libera e coraggiosa nel dibattito pubblico sul ruolo della scienza nella società.

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