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Werner Heisenberg e il principio di indeterminazione : il fisico che cambiò per sempre la meccanica quantistica

Werner Heisenberg 1933

Nel 2026 ricorre l’anniversario della morte di uno dei padri della fisica moderna, che con il suo principio rivoluzionò il modo di osservare la realtà, ispirando anche il paradosso del gatto di Schrodinger

Il 1° febbraio 2026 ricorreranno i 50 anni dalla scomparsa di Werner Heisenberg, uno dei più grandi fisici teorici del Novecento. Nato nel 1901, Heisenberg fu tra i pionieri della meccanica quantistica, disciplina che rivoluzionò la nostra comprensione del mondo subatomico. A lui si deve l’enunciazione del celebre principio di indeterminazione, formulato nel 1927, che segnò una svolta epocale nella fisica e nella filosofia della scienza.

Il principio di indeterminazione: un limite fondamentale della conoscenza

Il principio di indeterminazione di Heisenberg afferma che non è possibile conoscere simultaneamente con precisione assoluta la posizione e la velocità (quantità di moto) di una particella. Più precisamente, maggiore è l’accuratezza con cui si misura la posizione di un elettrone, minore sarà quella con cui si può conoscere la sua velocità, e viceversa.

La relazione è espressa matematicamente come:

Δx · Δp ≥ ħ / 2

Dove:

  • Δx è l’incertezza nella posizione,

  • Δp è l’incertezza nella quantità di moto (massa × velocità),

  • ħ è la costante di Planck ridotta.

Questa non è una limitazione strumentale, ma una caratteristica intrinseca della realtà quantistica. Heisenberg dimostrò così che l’osservazione influenza inevitabilmente ciò che si osserva: un concetto sconvolgente per la fisica classica.

Heisenberg principio indeterminazione gatto Schrodinger

Gatto vivo o morto ? Il paradosso di Schrodinger come metafora

Il principio di indeterminazione ha ispirato e sollevato interrogativi filosofici che ancora oggi affascinano scienziati e pensatori. Uno degli esempi più noti è il celebre paradosso del gatto di Schrodinger, ideato da Erwin Schrodinger nel 1935 proprio per mettere in discussione alcune interpretazioni della meccanica quantistica, come quella di Copenaghen sostenuta da Bohr e Heisenberg.

Immaginiamo un gatto chiuso in una scatola con un meccanismo che, a seconda del decadimento di una particella radioattiva, può rilasciare un veleno. Secondo la meccanica quantistica, fino all’osservazione, il sistema si trova in una sovrapposizione di stati: il gatto è contemporaneamente vivo e morto. Solo l’apertura della scatola e l’osservazione esterna determinano il “collasso” in uno dei due stati.

Questo paradosso evidenzia le implicazioni controintuitive della fisica quantistica e del principio di indeterminazione, sollevando questioni su realtà, osservazione e conoscenza.

Un’eredità scientifica e filosofica ancora attuale

Heisenberg non fu solo un grande scienziato, ma anche un pensatore profondo, interessato al rapporto tra scienza, etica e filosofia. Durante la Seconda guerra mondiale fu coinvolto nel controverso programma nucleare tedesco, ma dopo il conflitto si impegnò attivamente per la ricostruzione scientifica e morale dell’Europa.

Nel corso della sua carriera, ricevette il Premio Nobel per la Fisica nel 1932, “per la creazione della meccanica quantistica, la cui applicazione ha portato, tra l’altro, alla scoperta delle forme allotropiche dell’idrogeno”.

Verso il 2026: ricordare Werner Heisenberg nel cinquantesimo anniversario

L’anno 2026 rappresenta un’occasione significativa per riflettere sull’eredità lasciata da Werner Heisenberg. In tutto il mondo sono previste conferenze, mostre e pubblicazioni per ricordare il suo contributo alla fisica, ma anche alla riflessione sui limiti e le possibilità della conoscenza scientifica.

In un’epoca in cui la meccanica quantistica è alla base di nuove tecnologie – dal calcolo quantistico alla cripto – comunicazione – il pensiero di Heisenberg risuona più attuale che mai. Il suo principio di indeterminazione non solo ha sfidato la nostra intuizione, ma ha posto le basi per una nuova visione della realtà.

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