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Fisica quantistica : nuove ipotesi sui tunnel spazio tempo tra due buchi neri

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Un nuovo modello teorico suggerisce che i wormhole che collegano due buchi neri entangled potrebbero non essere tunnel lisci, ma strutture segmentate modellate dal caos quantistico

Nell’immaginario collettivo i wormhole sono spesso rappresentati come tunnel fluidi e regolari. Il cinema e la narrativa fantascientifica li mostrano come corridoi lisci che collegano regioni lontane dello spaziotempo, quasi come se fossero autostrade cosmiche. Ma la ricerca teorica degli ultimi anni ha iniziato a suggerire una possibilità più radicale. Non tutto ciò che immaginiamo in fisica teorica ha una forma semplice. Alcuni fisici hanno iniziato a mostrare che quando due sistemi quantistici sono entangled, potrebbe esistere una “connessione” più profonda nello spaziotempo. E quando i due sistemi in questione sono due buchi neri, questo collegamento può assumere la forma di un wormhole.

Ora un nuovo studio ha fatto un passo successivo: un wormhole reale, in condizioni realistiche, con entanglement non ideale, non sarebbe un tunnel liscio. Sarebbe una struttura “a sezioni”. Un wormhole segmentato. Non un corridoio uniforme, ma una sequenza modulare di regioni collegate tra loro.

L’idea scientifica che unisce entanglement quantistico e wormholes

Da circa dieci anni nella fisica teorica circola una congettura che collega in modo profondo relatività e quantistica: ER = EPR. Einstein-Rosen da una parte, Einstein-Podolsky-Rosen dall’altra. Detto in parole semplici: l’entanglement quantistico – cioè la correlazione profonda tra due sistemi quantistici – e i wormhole – i ponti spazio temporali previsti dalla relatività generale  potrebbero essere due facce dello stesso fenomeno.

Questa idea non è fantascienza. È fisica teorica seria e discussa nei migliori centri di ricerca. Ovviamente, non abbiamo mai osservato un wormhole reale. Ma se ER = EPR è vero almeno in parte, allora quando abbiamo due sistemi fortemente entangled, l’entanglement stesso potrebbe avere una “geometria”.

il nuovo elemento: l’entanglement reale non è ideale

Fino ad oggi molti modelli teorici hanno considerato entanglement “pulito”, cioè perfetto. Ma in natura nulla è perfetto. Il mondo quantistico reale è caotico. Ci sono disturbi. Ci sono fluttuazioni. Ci sono condizioni non ideali.

Lo studio discusso in questi giorni ipotizza che se l’entanglement tra due buchi neri è reale, il wormhole che li collega non sarà una linea continua liscia. Sarà un tunnel composto da sezioni. Da moduli. Da regioni distinte collegate. Una struttura segmentata.

Un salto concettuale importante

Questa ipotesi cambia il modo di immaginare l’interno dei buchi neri. Non più ambiente uniforme, ma architettura complessa.

E ha almeno tre implicazioni profonde:

1. L’universo potrebbe essere fatto più di struttura che di materia
Più che la materia, conta come le cose sono collegate.

2. la geometria potrebbe essere emergente dall’informazione
La forma dello spaziotempo potrebbe derivare da relazioni quantistiche, non essere un dato assoluto.

3. il caos quantistico potrebbe modellare lo spaziotempo
Più il sistema è disturbato, più il wormhole diventa lungo e segmentato.

Questa è una intuizione di grande forza concettuale.

Il fatto che la fisica teorica stia scoprendo che la realtà potrebbe essere relazione prima che sostanza apre un terreno nuovo di confronto.

Attenzione: qui non si “teologizza” la fisica. Non si confondono livelli. Ma è evidente che molte tradizioni religiose, filosofiche e metafisiche hanno sempre sostenuto che la realtà ultima non è il mattone materiale, ma la relazione.

La fisica oggi dice qualcosa che — pur su un piano totalmente indipendente — riafferma quella intuizione: ciò che è fondamentale non è il blocco, ma il legame.

Perché è importante comunicarlo bene

Siamo in un momento storico in cui la fisica teorica non è più solo calcolo specialistico. È diventata parte della cultura. I giovani leggono fisica, discutono di relatività, guardano documentari, seguono conferenze. La divulgazione deve essere semplice, e allo stesso tempo non sensazionalistica.

Conclusione

La fisica teorica non sta dicendo che possiamo attraversare lo spaziotempo. Non sta dicendo che i wormhole sono osservabili domani. Sta dicendo qualcosa di più radicale e più serio: se esistono, la loro struttura interna non è un tubo liscio ma una architettura a moduli. E questo ci spinge a ripensare la realtà: non come una cosa rigida, ma come una rete.

Il mondo profondo sembra fatto di collegamenti, non di blocchi. E forse il vero futuro della fisica, e della nostra cultura scientifica, sarà proprio imparare a pensare in termini di relazione.

Fonte Phys.org : A long, bumpy caterpillar like wormhole may connect two black holes.

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