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Dio appartiene alla politica : John Lennox e il ruolo della fede nella vita pubblica

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John Lennox sostiene che Dio non può essere escluso dalla politica senza creare un vuoto morale nel discorso pubblico : una riflessione su fede, valori e ruolo della religione nella vita democratica.

Il celebre matematico e apologeta cristiano John Lennox ha rilanciato una riflessione intensa e argomentata sul ruolo della fede nella vita pubblica, sostenendo che rimuovere Dio dall’ambito politico porta inevitabilmente a un vuoto morale che il solo secolarismo non è in grado di colmare. La sua analisi, espressa nel corso del National Parliamentary Prayer Breakfast a Westminster Hall, è stata ripresa dall’articolo “God belongs in politics” pubblicato su Premier Christianity il 24 giugno 2025.

Il discorso di Lennox: fede cristiana e sfera pubblica

Nel suo intervento davanti a parlamentari, leader religiosi e rappresentanti di organizzazioni cristiane, Lennox ha sostenuto con forza che la fede cristiana ha un ruolo essenziale nel dibattito pubblico. Secondo l’accademico, escludere le religioni dal discorso politico equivale a privare la società di un’importante fonte di valori etici condivisi, come la dignità umana, l’uguaglianza e i diritti fondamentali.

Lennox ha sottolineato che tutti portano con sé “fede in qualcosa” nel dibattito pubblico, che sia religioso o meno, e che pretendere un discorso completamente neutrale da un punto di vista spirituale è sia irrealistico sia improduttivo. Di fronte all’idea diffusa che solo la ragione “laica” debba guidare le scelte pubbliche, egli ha replicato che, senza un riferimento al trascendente, la politica rischia di perdere quel quadro valoriale che dà senso alle norme e alle leggi.

Fede e valori nei sistemi democratici

Un centro del discorso di Lennox riguarda l’origine di valori fondamentali oggi riconosciuti universalmente nelle democrazie occidentali, come i diritti umani e la dignità della persona. Egli ha sostenuto che tali principi hanno radici storiche profonde nella tradizione cristiana, anche quando sono stati secolarizzati o formulati in linguaggi non confessionali. La sfida, quindi, non è contrastare la modernità o la laicità, ma riconoscere la fonte storica e culturale di molti valori condivisi.

Lennox non è un politico né un professionista della politica: è un professore emerito di matematica all’Università di Oxford, con numerose pubblicazioni su scienza, fede e filosofia. Il suo ruolo di pensatore gli permette di affrontare la questione con rigore intellettuale e profondità storica, senza cadere in slogan o invettive.

Scienza, fede e ruolo pubblico

Un punto ulteriore del discorso di Lennox riguarda il rapporto tra scienza e fede, spesso percepito come conflittuale nel dibattito pubblico contemporaneo. Lennox ha riaffermato che fede e scienza non sono necessariamente in contraddizione, ma possono costituire mode complementari di comprensione della realtà umana. Questo approccio consente di superare la dicotomia semplificata che spesso domina il discorso pubblico, in cui la scienza sarebbe vista come l’unica fonte legittima di verità.

Implicazioni per la società e la politica contemporanea

La riflessione di Lennox cade in un momento storico caratterizzato da forti tensioni su temi etici, identitari e sociali. Sempre più spesso, infatti, si assiste a un dibattito pubblico polarizzato, in cui le radici culturali e religiose di molte istituzioni vengono messe in discussione o rifiutate in nome di un’astratta neutralità. Secondo Lennox, piuttosto che ignorare la fede, la società contemporanea dovrebbe incorporarla nel discorso pubblico come elemento capace di arricchire la discussione su giustizia, libertà e bene comune.

L’appello di John Lennox non è un invito a restaurare una teocrazia o a negare l’autonomia delle istituzioni democratiche: piuttosto, è un richiamo a riconoscere che i valori spirituali e religiosi non possono essere semplicemente espulsi dalla vita pubblica senza impoverire l’etica collettiva di una società. La fede, nella sua forma più profonda, contribuisce infatti a definire le domande fondamentali sulla dignità umana e sulle finalità della convivenza civile.

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