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Bas van Fraassen : realismo scientifico e empirismo costruttivo, cosa significa credere nelle teorie

Bas van Fraassen

Il filosofo della scienza propone una visione in cui la scienza non descrive necessariamente la realtà ultima, ma costruisce modelli empiricamente adeguati: una prospettiva che cambia il rapporto tra conoscenza, verità e credenza

Bas van Fraassen propone l’empirismo costruttivo come alternativa al realismo scientifico, sostenendo che accettare una teoria non significa necessariamente credere nella sua verità ontologica

Nel dibattito contemporaneo sulla filosofia della scienza, uno dei contributi più influenti è quello del filosofo olandese Bas van Fraassen, noto soprattutto per la teoria dell’empirismo costruttivo. La sua riflessione rappresenta una delle alternative più significative al realismo scientifico, cioè all’idea secondo cui le teorie scientifiche descrivono effettivamente la struttura profonda della realtà.

La questione centrale affrontata da van Fraassen riguarda il significato stesso del “credere” nelle teorie scientifiche. Quando gli scienziati accettano una teoria, stanno affermando che essa è vera oppure semplicemente che funziona nel descrivere i fenomeni osservabili? Questa distinzione, apparentemente tecnica, ha profonde implicazioni epistemologiche, culturali e persino filosofiche, influenzando il modo in cui comprendiamo il rapporto tra scienza, verità e conoscenza.

Realismo scientifico: la fiducia nella verità delle teorie

Il realismo scientifico sostiene che le teorie scientifiche di successo non siano solo strumenti utili, ma rappresentazioni almeno approssimativamente vere della realtà. Secondo questa prospettiva, entità non osservabili come elettroni, quark o campi gravitazionali esistono realmente e la scienza progressivamente ne scopre le proprietà.

Il successo predittivo della scienza viene spesso interpretato come una prova indiretta della verità delle teorie: se una teoria funziona così bene, deve esserci qualcosa di vero in ciò che afferma sul mondo. Questo argomento, noto come “no miracles argument”, è uno dei pilastri del realismo scientifico.

Van Fraassen mette però in discussione proprio questo passaggio logico: il fatto che una teoria funzioni non implica necessariamente che sia vera in senso ontologico.

Empirismo costruttivo: accettare senza credere

L’alternativa proposta da van Fraassen è l’empirismo costruttivo. Secondo questa posizione, accettare una teoria scientifica significa considerarla empiricamente adeguata, cioè capace di descrivere correttamente i fenomeni osservabili, senza impegnarsi a credere nell’esistenza reale delle entità teoriche non osservabili.

In altre parole, la scienza non deve necessariamente dirci come è il mondo in sé, ma come appare attraverso l’esperienza e l’osservazione. La distinzione tra osservabile e non osservabile diventa quindi centrale.

Questa posizione non nega la validità della scienza, ma ridimensiona le pretese ontologiche: le teorie sono strumenti concettuali costruiti per organizzare l’esperienza, non fotografie della realtà ultima.

Credenza, razionalità e scelta epistemica

Uno degli aspetti più innovativi del pensiero di van Fraassen riguarda il ruolo della razionalità. Egli sostiene che sia razionale accettare una teoria senza credere che sia vera.

Questo introduce una dimensione volontaria nella conoscenza scientifica: gli scienziati possono scegliere il livello di impegno epistemico nei confronti delle teorie. La razionalità non obbliga necessariamente al realismo.

Il dibattito tra realismo e empirismo costruttivo diventa quindi anche una questione filosofica più ampia: quali sono i limiti della conoscenza umana? Quanto possiamo dire realmente sul mondo oltre ciò che osserviamo?

Implicazioni per la scienza contemporanea

Le idee di van Fraassen hanno acquisito particolare rilevanza nella scienza contemporanea, caratterizzata da modelli matematici sempre più complessi, simulazioni computazionali e teorie difficilmente verificabili direttamente.

In ambiti come la cosmologia, la fisica delle particelle o l’intelligenza artificiale, il rapporto tra modelli teorici e realtà diventa sempre più problematico. Le teorie funzionano, producono previsioni, ma spesso rimangono lontane da una verifica diretta completa.

L’empirismo costruttivo offre quindi una chiave interpretativa utile per comprendere la scienza come pratica modellistica, piuttosto che come descrizione definitiva della realtà.

Scienza, filosofia e dimensione culturale

Il pensiero di van Fraassen apre anche una riflessione sul rapporto tra scienza e visioni del mondo. Se la scienza non pretende di descrivere la realtà ultima, allora esiste spazio per altre forme di interpretazione della realtà, comprese quelle filosofiche e religiose.

Questo non significa confondere i livelli di conoscenza, ma riconoscere che la scienza opera entro limiti metodologici specifici. La distinzione tra ciò che è empiricamente accessibile e ciò che riguarda questioni metafisiche diventa fondamentale per evitare sia il riduzionismo scientista sia il relativismo.

In questo senso, il contributo di van Fraassen è particolarmente rilevante nel dialogo tra scienza, filosofia e religione, perché chiarisce che il successo scientifico non implica automaticamente una visione materialista o riduzionista della realtà.

Conclusione

Bas van Fraassen rappresenta una delle figure più importanti della filosofia della scienza contemporanea. Il suo empirismo costruttivo ha ridefinito il modo di comprendere il rapporto tra teorie scientifiche, verità e credenza, mostrando che la razionalità scientifica non coincide necessariamente con il realismo ontologico.

Il dibattito che ha contribuito a generare rimane centrale ancora oggi, soprattutto in un’epoca in cui la scienza produce modelli sempre più sofisticati e potenti, ma anche sempre più complessi da interpretare filosoficamente.

Comprendere cosa significhi “credere” nelle teorie scientifiche non è solo una questione accademica: riguarda il modo in cui la società interpreta la scienza, la conoscenza e i limiti della comprensione umana.

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