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Eventi 2026

Cosmic School: avvicinare i giovani alla scienza tra raggi cosmici, dati e cittadinanza scientifica

Laboratori Nazionali del Gran Sasso INFN LNGS Assergi

Concluso ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso il progetto che ha coinvolto circa 1.800 studenti di tre regioni italiane. Un’esperienza che unisce fisica, tecnologia, analisi dei dati e orientamento alle carriere STEM

Quale ruolo possono avere oggi la scuola, la ricerca scientifica e l’innovazione nella formazione delle nuove generazioni? È una domanda centrale per il futuro dell’Europa e dell’Italia, chiamate a confrontarsi con la crescente domanda di competenze scientifiche e tecnologiche. In questo contesto si inserisce l’esperienza di Cosmic School, progetto educativo giunto alla conclusione dopo un anno di attività che ha coinvolto circa 1.800 studenti e studentesse di tredici istituti scolastici distribuiti tra Abruzzo, Campania e Basilicata.

L’evento finale, significativamente denominato “L’atterraggio”, si è svolto presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, uno dei più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo dedicati alla fisica astroparticellare. Qui studenti, docenti, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso i risultati di un percorso che ha cercato di rendere la scienza un’esperienza concreta e partecipata.

Dai raggi cosmici alla cultura del dato

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda il metodo adottato. Gli studenti non si sono limitati a studiare nozioni teoriche, ma hanno partecipato direttamente alla costruzione e all’utilizzo del Cosmic Rays Cube, un rivelatore di raggi cosmici progettato come strumento didattico e scientifico. Attraverso questo dispositivo hanno potuto raccogliere, elaborare e interpretare dati reali provenienti da fenomeni fisici osservabili.

Si tratta di un approccio che richiama alcuni dei principi fondamentali della cosiddetta citizen science, ovvero il coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi di ricerca. In un’epoca caratterizzata dalla crescente disponibilità di dati e dall’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale, imparare a leggere, comprendere e valutare le informazioni rappresenta una competenza fondamentale non solo per i futuri scienziati, ma per tutti i cittadini.

Le STEM come questione culturale e sociale

L’iniziativa si inserisce inoltre in una problematica più ampia. Secondo i dati europei richiamati durante l’evento finale, permane una significativa carenza di professionisti nei settori scientifici e tecnologici, accompagnata da un persistente divario di genere nelle discipline STEM. In Italia, tra i giovani adulti, la percentuale di donne laureate in discipline scientifiche rimane sensibilmente inferiore rispetto a quella degli uomini.

Per questo motivo il progetto ha affrontato temi quali l’orientamento post-diploma e la discriminazione di genere nelle carriere tecnico-scientifiche. L’obiettivo è stato quello di favorire una partecipazione più inclusiva ai percorsi formativi e professionali legati alla scienza e alla tecnologia.

Ricerca, scuola e società

Dal punto di vista di SRM, iniziative come Cosmic School mostrano come la ricerca scientifica possa uscire dai laboratori e dialogare con la società. La scienza non appare più soltanto come produzione di conoscenze specialistiche, ma come pratica culturale condivisa, capace di stimolare curiosità, spirito critico e capacità di interpretazione della realtà.

Nel corso dell’anno scolastico sono stati realizzati oltre 300 incontri formativi e più di 700 attività nelle classi, affrontando temi che spaziano dalla fisica fondamentale alle tecniche di rivelazione dei raggi cosmici, fino all’analisi statistica dei dati. Un lavoro che ha richiesto la collaborazione tra scuole, enti di ricerca, fondazioni e istituzioni pubbliche.

Oltre la conclusione del progetto

In una società sempre più influenzata da intelligenza artificiale, big data e tecnologie emergenti, la sfida non consiste soltanto nel formare futuri specialisti. Si tratta piuttosto di sviluppare una cultura scientifica diffusa, capace di aiutare i cittadini a comprendere fenomeni complessi e a partecipare consapevolmente alle grandi trasformazioni del nostro tempo.

Attraverso l’incontro diretto con la ricerca, l’analisi dei dati e l’osservazione dei fenomeni naturali, studenti e studentesse hanno potuto sperimentare un modo diverso di apprendere: non limitato all’acquisizione di nozioni, ma orientato alla scoperta, alla verifica e alla costruzione della conoscenza. Un modello educativo che appare sempre più strategico nell’epoca della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale.

Immagine: Laboratori Nazionali del Gran Sasso INFN LNGS Assergi, cortesia Paolo Centofanti, direttore SRM

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