Papa Benedetto XVI: la fede purifica la ragione ed è alla base dei diritti umani

Questo uno dei punti cruciali del discorso del Santo Padre ai partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (il 4 maggio 2009), guidata dalla professoressa Mary Ann Glendon.

Il Pontefice ha voluto sottolineare come l’Accademia quest’anno abbia “scelto di tornare alla questione centrale della dignità della persona umana e dei diritti umani, un punto di incontro fra la dottrina della Chiesa e la società contemporanea”.

Diritti che “devono essere sostenuti e riconosciuti universalmente perché sono inerenti alla natura stessa dell’uomo che è creato a immagine e somiglianza di Dio”. E “se tutti gli esseri umani sono creati a immagine e somiglianza di Dio, allora condividono una natura comune che li unisce gli uni agli altri e richiede rispetto universale. La Chiesa, assimilando la dottrina di Cristo, considera la persona ‘la più degna della natura’ (San Tommaso d’Aquino, De potentia, 9, 3)”.

“L’azione della Chiesa nella promozione dei diritti umani” ha poi spiegato Papa Benedetto XVI, è “sostenuta dalla riflessione razionale, in modo tale che questi diritti si possano presentare a tutte le persone di buona volontà, indipendentemente dalla loro affiliazione religiosa. Ciononostante, come ho osservato nelle mie encicliche, la ragione umana deve subire una purificazione costante da parte della fede, da un lato perché corre sempre il pericolo di una certa cecità etica provocata da passioni disordinate e dal peccato, dall’altro perché, dovendo ogni generazione e ogni individuo riappropriarsi dei diritti umani ed essendo la libertà umana, che procede per libere scelte, sempre fragile, la persona umana ha bisogno della speranza e dell’amore incondizionati che si possono trovare solo in Dio e che portano alla partecipazione alla giustizia e alla generosità di Dio verso altri (cfr. Deus caritas est, n. 18; e Spe salvi, n. 24)”

Link  discorso, sito Vaticano

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