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Alberto Magno, tra filosofia, fede e scienza

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Il doctor universalis del Medioevo: Alberto Magno

Alberto Magno, noto anche come Alberto il Grande o Alberto di Colonia, nato a Lauingen tra il 1193 e il 1206, e deceduto il 15 novembre 1280 a Colonia, è stato una figura emblematica del Medioevo tedesco. Questo frate domenicano, vescovo cattolico, scrittore e filosofo, ha guadagnato la reputazione di Doctor Universalis per la sua vasta erudizione e per il suo ruolo nel distinguere la filosofia dalla teologia. Esperto in discipline che spaziano dalla logica alla chimica, passando per l’astronomia e la biologia, ha giocato un ruolo cruciale nell’introduzione dell’Occidente ai testi di Aristotele, insieme a figure come Severino Boezio e Giacomo da Venezia. Insegnante di Tommaso d’Aquino, il suo lavoro ha aperto la strada alla sintesi tomista, integrando la Rivelazione cristiana con la filosofia peripatetica.

Beatificato nel 1622 da papa Gregorio XV, Alberto Magno è stato canonizzato e proclamato dottore della Chiesa da papa Pio XI nel 1931, e successivamente nominato patrono degli scienziati da papa Pio XII. Le sue opere sono state raccolte in diverse edizioni dell’Opera Omnia, con la più recente, l’Editio Coloniensis, ancora in corso di pubblicazione.

Alberto Magno ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo accademico, non solo come precursore e mentore di Tommaso d’Aquino, ma anche per i suoi straordinari contributi in una varietà di campi. Con un’impressionante capacità di bilanciare i suoi doveri religiosi e accademici, ha redatto un’enciclopedia che copre quasi ogni aspetto del sapere umano, meravigliando i suoi contemporanei e suscitando ancora oggi ammirazione.

Nel campo delle scienze sperimentali, ha enfatizzato. l’importanza della sperimentazione e dello studio delle cause naturali. Ha avuto un approccio innovativo che integra scienza e teologia, testimoniando la propria fede.

Immagine: Alberto Magno, opera di Tommaso da Modena.

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