SRM Newsletter n. 179

18 luglio 2011

 

John D. Barrow: un universo infinito che va molto oltre ciò che possiamo immaginare

Intervistato da Avvenire, a margine della cerimonia di consegna del Premio Merck Serono conferitogli per il suo libro Le immagini della scienza, il cosmologo britannico ha parlato di come la sua attività scientifica e professionale si confronti costantemente con l’indefinitezza e inafferrabilità di una realtà, quella dell’universo, potenzialmente infinita, e perlopiù inaccessibile ai nostri strumenti e alle nostre tecnologie.

Barrow ha parlato anche delle ipotesi sull’esistenza parallela di Universi multipli e delle relative implicazioni, spiegando che “se l’Universo è infinito, tutto è possibile da qualche parte” e che, per quanto possa “sembrare altamente improbabile, [..] in qualche regione remota dell’Universo […] tutto potrebbe accadere”.

Infatti, “quando parliamo dell’Universo, noi non abbiamo accesso a tutto l’universo”, ma siamo solamente “in un’area specifica del cosmo” potenzialmente illimitato. Quindi uno scienziato “può studiare soltanto le regioni dell’Universo in cui, negli ultimi 14 miliardi di anni, è arrivata la luce”. Uno spazio immenso, che però in realtà è solo una parta minore di tutta la realtà.

Ecco perché “l’idea di altri universi paralleli e quella del nostro universo che è molto diverso dalla minima parte che conosciamo, non sono poi posizioni tanto distanti l’una dall’altra”.

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Una anacronistica frammentazione del sapere

Un interessante articolo su Il Sole 24 Ore affronta la questione dell’iper-specializzazione, della frammentazione della cultura e dei saperi, e probabilmente anche di un certo disvalore dato ultimamente alla cultura scientifica da parte di chi si professa intellettuale di area umanista, o comunque predilige tali ambiti culturali.

Così spesso difficilmente si trova uno studioso o un pensatore umanista disposto a confrontarsi, se non anche a interessarsi, a questioni, come ad esempio la fisica quantistica, le biotecnologie, le nanotecnologie, che invece sono di capitale importanza nel mondo contemporaneo e che sollevano anzi interrogativi e istanze etiche, filosofiche, sociali; una riottosità che in certi casi si traduce quasi in una sorta di orgoglio intellettuale, una rivendicazione di autonomia e indipendenza di una certa area della conoscenza da altre, con le quali si pensa che non avrebbero (o forse non dovrebbero avere) contatti.

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Libri

 

Darwin’s Pious Idea

Why the Ultra-Darwinists and Creationists Both Get It Wrong

Di Conor Cunningham

Cunningham, assistente direttore del Centre of Theology and Philosophy dell’Università di Nottingham, è conosciuto al grande pubblico per essere l’autore e il presentatore del documentario della BBC Did Darwin Kill God ?, trasmesso nel 2009. In questo libro si propone di dimostrare come nel dibattito tra scienza e fede, e in particolare tra posizioni darwiniste e posizioni creazioniste, l’errore sia ugualmente presente. Un errore, per Cunningham, non solo di analisi, ma anche e soprattutto concettuale, che pone per entrambe le visioni la figura di Dio come “una causa ulteriore, che interviene nelle leggi della natura dall’esterno”.

Come spiega lo stesso autore nell’introduzione, “Charles Darwin è stato considerato da molti come un nemico – effettivamente il nemico – della religione”, perché “la sua teoria dell’evoluzione viene frequentemente male interpretata”. Citando anche Richard Dawkins e il suo libro The God’s Delusion, Cunningham ne analizza una sostanziale debolezza di argomenti, ripresi principalmente da false questioni, già svelate e demolite, dei secoli passati, che mostrano lo stesso Dawkins uscire anche dalle proprie reali competenze, addentrandosi in una sorta di “filosofia per dilettanti”.

Eerdmans Publishing, 563 pagine, 2010; ISBN: 978-0-8028-4838-3

Link SRM fonte: Christian Chronicle

Seven Days That Divide The World

The Beginning According to Genesis and Science

Di John C. Lennox

Professore di Matematica presso la Oxford University, l’autore in questo libro espone, da scienziato, argomenti a favore della possibile compatibilità tra scienza e religione. Un volume con intento divulgativo, come Lennox stesso spiega nell’introduzione, che è stato scritto come risposta alle frequenti domande che lo studioso ha avuto negli anni da parte di studenti, ricercatori e studiosi che gli domandavano ad esempio come fosse possibile confrontare e trovare un accordo tra ciò che avevano imparato a scuola, da bambini, sulle Sacre Scritture e sulla Creazione dell’uomo e dell’Universo, e la realtà che poi vedevano e interpretavano da adulti e di cui la scienza sembrava dare loro spiegazioni alternative, se non opposte.

Come spiega lo stesso autore, “diverse persone hanno creduto che vi siano solo due possibilità: una possibilità è che se siete fedeli alle Scritture, dovete avere un giovane cuore creazionista. Diversamente siete un evoluzionista o un evoluzionista teistico, e non siete fedeli alle Scritture”.

Lennox esprime il proprio disaccordo con tale visione, spiegando che in realtà “non è una sfida a cercare di tenere il passo con la scienza, ma una sfida ad osservare ciò che Dio ha rivelato di Sé stesso nella natura, e di osservare ciò che Dio ha rivelato di Sé stesso nella Bibbia, e di cercare di dare un senso a entrambe (le rivelazioni)”.

Il libro verrà pubblicato dalla Zondervan il 19 agosto 2011

160 pagine; ISBN: 0310492173, ISBN-13: 9780310492177

Link SRM fonte: The New American

Prossimi eventi

 

Science-Faith Synergy: Glorifying God and Serving Humanity

Questo l’argomento del 66mo incontro annuale dell’American Scientific Affiliation, previsto dal 29 luglio al 1 agosto 2011 nella città di Naperville, Illinois, Stati Uniti, organizzato dal North Central College e dal Wheaton College.

È prevista la partecipazione di Steven Bouma-Prediger (direttore del Religion Department presso l’Hope College); Dorothy Chappell (decano della Facoltà di Scienze Naturali e Sociali del Wheaton College); Katharine Hayhoe (professore di Scienze Geologiche presso la Texas Tech University); William Hurlbut (consulting professor presso il Neuroscience Institute della Stanford University); Gareth Jones (professore di Anatomia e Biologia Strutturale presso la University of Otago, Nuova Zelanda); Mary Schweitzer (professore in Scienze Marine, della Terra e dell’Atmosfera presso la North Carolina State University).

Informazioni:

North Central College, 30 North Brainard Street, Naperville, IL 60540 – US

Link SRM fonte: DISF

 

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