2005: una Sentenza, un importante caso giuridico, una vicenda umana e professionale

Pubblichiamo un breve articolo – preparatorio ad un approfondimento giornalistico e giuridico che pubblicheremo in settimana – sulla vicenda umana e professionale del licenziamento del nostro direttore Paolo Centofanti da parte di Sky nel luglio del 2005, licenziamento annullato nel dicembre del 2010, e reintegro formale da parte dell’azienda nel luglio del 2011. Nel weekend appena trascorso c’è stato l’anniversario della Sentenza di Primo Grado che ha stabilito che il Licenziamento è stato illegittimo e immotivato.

Sono trascorsi 7 anni dal dicembre 2010, quando ho saputo che il mio caso era stato valutato dal Tribunale di Primo Grado con esito positivo, e che i miei diritti di lavoratore Ingiustamente licenziato sarebbero stati rispettati. Il reintegro è stato formalizzato da Sky a luglio 2011, e ad ottobre c’è stato il rientro effettivo in azienda, trasferito a Milano.  Da ottobre 2011, sono stati poi necessari altri 4 anni e mezzo, quasi, per arrivare alla Sentenza della Corte di Appello, ugualmente positiva, e alla Sentenza definitiva della Corte di Cassazione, che ha riconfermato e rafforzato le precedenti.

Dal momento che la mia reputazione, anche per come ne hanno parlato in modo erroneo alcuni blog e siti specializzati – pochi in verità – non è certo ancora ristabilita del tutto, devo tornare a parlarne. Mentre voglio comunque farlo, perché quelli che hanno segnato questi anni stati momenti molto importanti, in alcuni casi come nel 2005 drammatici, della mia vita come persona e come professionista. Dopo queste poche righe, questa settimana pubblico un nuovo articolo per parlare più approfonditamente di queste vicende, come lavoratore e come giornalista.

Sul giornale Fede e Ragione, è possibile leggere i testi integrali delle tre Sentenze: la Sentenza di Primo Grado che ha annullato il mio licenziamento, 20357 / 2010, emessa dal Giudice del Lavoro in Primo Grado il 17 dicembre 2010, e pubblicata il 28 dicembre 2010 RG n. 8885 / 2010; le successive Sentenze della Corte di Appello nel 2012 e della Corte di Cassazione nel 2016, ugualmente a me favorevoli.

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