Scienza, fede e filosofia della natura

Pubblichiamo l’abstract della conferenza La materia, tra scienza e filosofia, tenuta dal professor Alberto Strumia martedì 5 novembre 2013 all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, per il Master in scienza e fede.

Strumia è sacerdote e professore all’Università di Bologna e alla Pontificia Università della Santa Croce. Ha spiegato perché la materia risponde a leggi logiche e armoniche che regolano anche il resto dell’universo. E di come tali leggi, anzichè essere in opposizione, possono armonizzarsi e essere complementari con la religione e la nostra fede.

Abstract dell’evento La materia, tra scienza e filosofia.

Da quando è stato scoperto il bosone di Higgs (luglio 2012), cercato per anni nei laboratori del CERN a Ginevra e negli USA e, più tardi sono state rivelate le ancor più nascoste onde gravitazionali (settembre 2015), la Fisica ha riguadagnato il terreno perduto rispetto alla biologia che, da parecchi anni aveva dominato la scena anche presso il pubblico dei non addetti ai lavori. E così si è riacceso l’interesse, mediatico ed editoriale, per i grandi temi come quello della “Materia” della quale ho trattato nell’omonima voce del Dizionario interdisciplinare di scienza e fede (cfr. www.disf.org/materia).

L’approccio ad un tema così vasto intende, nell’articolo, essere “interdisciplinare”: partendo dalle concezioni della materia degli antichi pensatori greci per arrivare a quelle insite nelle interpretazioni della fisica di Newton, della Relatività di Einstein e della Meccanica quantistica si è cercato di individuare i criteri per un confronto sui fondamenti filosofici di queste visioni della materia, maturate nel passaggio da una teoria a quella successiva, evidenziando quegli elementi che sono presenti e apparentemente nascosti nel linguaggio matematico delle nostre teorie più avanzate e ne consentono un’interpretazione.

L’esposizione non ha un carattere strettamente tecnico, nel senso che non si fa ricorso alle formule e al calcolo matematico, ma si presentano le “concezioni filosofiche” che in certo modo esse includono. Sorprendentemente ci si potrà accorgere di come la visione dello spazio e del tempo di Einstein sia, in qualche modo, più vicina ad Aristotele e a san Tommaso di quanto non lo sia a Cartesio e Newton (cosa che rilevata dallo stesso ideatore della Relatività); di come la teoria quantistica dei campi richieda una concezione di “vuoto” che è tutt’altro che il “nulla” filosofico; di come gli antichi concetti di “tutto” e “parti” siano ritornati a dominare nell’odierna “teoria della complessità”.

E altre sorprese simili che smontano i luoghi comuni che ancora ci portiamo dietro da una formazione mentale decisamente arretrata. Come arretrata e non più accettata è ormai da decenni una visione materialistica della scienza, oggi spazzata via dagli studi sull’“informazione”, portati avanti da fisici, biologi, ingegneri, informatici, ecc. Già nel lontano 1948, uno dei padri della teoria dell’informazione, Norbert Wiener, quasi percependo in anticipo i possibili futuri sviluppi scriveva: «L’informazione è informazione, non è né materia, né energia.

Nessun materialismo che non lo riconosca potrà sopravvivere al giorno d’oggi» (Cybernetics or the control and communication in the animal and the machine, p. 132). In un certo senso si può dire che oggi sono gli uomini di scienza a riscoprire, quasi fosse la prima volta, mediante teoremi, ipotesi ed esperimenti, quei fondamenti metafisici che consentono loro di far progredire la conoscenza scientifica. Le attualissime ricerche sull’intelligenza artificiale, sul rapporto mente/corpo, sull’autocoscienza, stanno, di fatto, mettendo scienziati ed ingegneri di fronte all’antico problema dell’“anima” e della sua attività mediante il corpo e i suoi organi. Sarà molto interessante vedere i prossimi sviluppi di questi nuovi e nel contempo antichi, campi di indagine.

Alberto Strumia, docente di Filosofia della Scienza e della Natura alla FTER.

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