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News gennaio 2017

Il nostro cervello cresce anche da adulti

cervello

cervelloDel resto lo spiegava già la neurologa premio Nobel Rita Levi Montalcini, quando parlava della plasticità cerebrale, ovvero la capacità dell’encefalo di modificare, almeno in parte,la propria struttura e le proprie funzioni, non solo negli embrioni mentre si sviluppavano, ma anche negli adulti, e non solo in giovane età. In questo caso un recente studio realizzato in California, Stati Uniti, da un gruppo di studiosi della Stanford University, mostrerebbe come anche le aree cerebrali delegate alla memorizzazione e riconoscimento dei volti, continuano a svilupparsi in età adulta. Proprio da adulti infatti la capacità di riconoscimento dei visi cresce e diventa più efficace.

La ricerca è stata pubblicata il 6 gennaio 2017 sulla rivista scientifica Science, con il titolo originale Microstructural proliferation in human cortex is coupled with the development of face processing – La proliferazione microstrutturale nella corteccia umana è abbinata allo sviluppo della elaborazione dei volti. Jesse Gomez e altri ricercatori hanno verificato che una parte del cervello umano, ovvero alcune regioni della corteccia visiva di alto livello, mostrano cambiamenti funzionali e strutturali profondi, determinati dall’esperienza da piccoli e da adulti di conoscenza e memorizzazione di nuovi volti, consentendo così di poterli anche meglio riconoscere e identificare.

Una capacità, dicevamo, che da grandi migliora e si sviluppa ulteriormente, anziché peggiorare. Allo stesso tempo però, non tutte le aree cerebrali mostrano tali cambiamenti, alcune infatti restano stabili senza alcuna modifica. I ricercatori hanno studiato tali regioni del cervello tramite una combinazione di tecniche di imaging quantitativa e di risonanza magnetica funzionale su bambini e adulti. Verificando anche che la possibilità di riconoscere meglio i volti dipende proprio dalla interazione reciproca tra i cambiamenti strutturali e quelli funzionali nel tessuto del cervello. E che il tessuto cerebrale che così si sviluppa, e che consente di riconoscere i volti, si differenzia anche strutturalmente da altre aree cerebrali, come quelle ad esempio che consentono invece di ricordare e riconoscere i luoghi in cui siamo stati o abbiamo vissuto, o che abbiamo comunque visto in qualche modo.

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