Scienza, fede e ragione: Audiweb, senza fake news e falsi follower

Parlando solo di scienza, fede e ragione, si possono raggiungere – e probabilmente nel tempo superare – le 480.000 visite mensili. Con una crescita progressiva che appare come un trend proporzionale.

E che da alcuni anni – come si può desumere dai report mensili Audiweb – ci permette di confrontarci con realtà editoriale molto più strutturate dal punto di vista economico e organizzativo. Con budget di centinaia di migliaia di euro e oltre. Una crescita, quella di SRM, che ad oggi ancora non prevede – per ragioni tecniche – l’utilizzo e il conteggio di diversi parametri utilizzati nelle statistiche Audiweb. E che non ha necessità di fake news, o di titoli sensazionali e acchiappa click, come si dice in gergo. Magari studiati solo come strumento per incuriosire i lettori, e senza nemmeno reali riferimenti ai contenuti delle notizie.

E non ha nemmeno la necessità, né la volontà, di utilizzare follower fake o false interazioni social. Una crescita che si basa, oltre che sull’interesse dei lettori, su una informazione obiettiva e informata, e senza schieramenti ideologici di alcun tipo. Nè forme di proselitismo o di apostolato. Perché il nostro obiettivo non è avere click sulle nostre pagine. È parlare, come abbiamo spiegato altre volte, di scienza, fede e ragione, e del loro rapporto reciproco.

Parlare di come queste due differenti visioni dell’essere umano e dell’universo possano confrontarsi in equilibrio complementare, senza necessariamente contrapporsi. E senza nemmeno cercare concordanze dove non ve ne sono o non ve ne possono essere. Ad esempio dal punto di vista etico, in certi casi. O perché ad oggi la scienza non può ad esempio spiegare alcune questioni irrisolte, né alcuni dei principali interrogativi che ci poniamo come essere umani, scienziati, credenti.

Un altro dei principi, base costituente della mission di SRM fin dal 2006, sono le fake news: individuarle, studiarle e spiegarle, facendone debunking.

Fake news non ovviamente studiate o mascherate per avere click e interazioni. Cercate invece, quando sono prodotte dai media – social inclusi – per smontarle: ovvero per farne debunking. Perché il solo modo per informare correttamente e fare un buon giornalismo, a nostro avviso è disconfermare le bufale. Scovare e identificare le fake news e spiegarle ai lettori, quando necessario.  Quando ad esempio potrebbero sembrare credibili o la fonte potrebbe essere autorevole.

In questi casi spieghiamo anche la genesi delle bufale, il modo in cui si sono create, e quando è possibile identificarla, la fonte originaria. O il meccanismo mediatico o disinformativo che l’ha generata. In altri casi, quando non servono ulteriori informazioni, ci limitiamo invece semplicemente a segnalarle. Lasciando ai lettori la possibilità di indagarle e valutarle. Lettori che, come spiegato all’inizio di questo articolo, è opportuno ringraziare di nuovo, in questo mese di agosto che per molti rappresenta la doverosa e necessaria vacanza, cercata negli undici mesi precedenti.

 

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