Fede e libertà religiosa in America

Mentre lo scontro tra religione e scienza non è inevitabile come molti credono, e alcuni vorrebbero far credere, la situazione si complica quando differenti religioni si confrontano tra di loro, o con la politica, o con pregiudizi sociali o culturali troppo radicati. Con pesanti implicazioni, anche giuridiche e costituzionali, sula società in cui viviamo, e sui suoi stessi diritti e fondamenti. Ne parla in questa sua recente opera Tisa Wenger, ricercatrice e docente alla Yale University.

Il libro è stato pubblicato nel 2017 da University of North Carolina Press, con il  titolo Religious Freedom. The Contested History of an American Ideal – Libertà religiosa. La storia contestata di un ideale americano, ISBN 1469634627, 9781469634623. La Wenger spiega come, nonostante la libertà religiosa sia vista “come un ideale americano senza tempo e un diritto inalienabile, apparentemente strettamente connesso alla fondazione degli Stati Uniti”, la realtà sia più complessa e distante da tale utopistica immagine.

Nelle 312 pagine del volume Wenger spiega come, dal suo punto di vista, inizialmente la libertà di religione negli Stati Uniti sarebbe stata maggiormente indirizzata a favore dei cristiani, che ne avrebbero giovato più di altre confessioni.  Con il progressivo aumento di peso sociale e politico di minoranze appartenenti ad altre religioni, ci sarebbe stata una strumentalizzazione anche da parte di tali minoranze.

In modo che ogni componente religiosa che riusciva ad inserirsi nel dibattito politico, finisse poi per cercare di aumentare e difendere i propri spazi, anziché lavorare insieme alle altre confessioni per realizzare una autentica e universale libertà religiosa negli Stati Uniti.

Professore associato di storia religiosa americana alla Yale University, con un Ph.D. alla Princeton University, nel 2009 su questi temi Tisa Wenger ha pubblicato anche We Have a Religion: The 1920s Pueblo Indian Dance Controversy and American Religious Freedom – Abbiamo una religione: La controversia del 1920  sulla danza indiana Pueblo e la libertà religiosa americana.

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