Gli embrioni ibridi diventano possibili negli Stati Uniti ?

chemistrySembra proprio che a breve la scienza andrà oltre ciò che non solo gli uomini di fede, ma anche molti scienziati o anche semplici persone di buon senso, giudicano un limite etico e scientifico invalicabile. Negli USA a breve potrebbero infatti essere prodotti persino embrioni chimera, frutto di ibridazioni da tra esseri umani e animali. Il National Institutes of Health, NIH – L’istituto nazionale per la salute americano, ha infatti annunciato che tra qualche mese abolirà la moratoria che, dal settembre dello scorso anno, impediva tali sperimentazioni.

Erano state molte, tra i ricercatori, le voci critiche su tale moratoria, espresse in convegni o con articoli, suscitando un dibattito tra scienziati e altri intellettuali contrari per ragioni etiche e spesso anche scientifiche; uno degli articoli più recenti e di maggior peso era apparso nel mese di giugno su Science, vedi pure SRM: venticinque biologi molecolari, genetisti e altri ricercatori, proponevano proprio di studiare, a fini di ricerca o terapeutici, le procedure più adatte per creare dna sintetico e per modificare il dna umano.

Oggi, il National Institutes of Health sembra decisamente orientato a superare la precedente moratoria, sbloccando quindi la possibilità di finanziamenti pubblici per esperimenti e ricerche sugli embrioni chimera, ovvero embrioni di animali a cui aggiungere dna umano, creando essere utilizzabili per sperimentare l’insorgere di malattie, o l’utilizzo di farmaci e terapie sperimentali.

L’istituto vorrebbe comunque imporre una regolamentazione a tali sperimentazioni, e la certezza di verificare determinati tipi di esperimenti, maggiormente critici dal punto di vista etico o più pericolosi da quello scientifico. Ma anche se diversi ricercatori, che lo chiedevano da mesi, hanno sicuramente apprezzato questo nuovo orientamento, per molti scienziati e eticisti non solo questo tipo di sperimentazioni è pericoloso e non etico di per sé stesso, ma porterà inevitabilmente ad espandere pericolosamente e rendere maggiormente flessibili i limiti etici e scientifici futuri.

Su fronti leggermente differenti, ma sempre nel dibattito sulle possibili manipolazione del dna umano si è pronunciato in maniera opposta, il 12 luglio scorso, anche lo stesso direttore del National Institutes of Health, Francis Collins, il genetista di fede cristiana che ha guidato il Progetto Genoma, per mappare il genoma umano. Collins ha giustamente sottolineato la pericolosità e la potenziale non eticità di sperimentazioni che modifichino il genoma umano.

In un incontro con alcuni importanti scienziati, legali e esperti di etica della ricerca, Collins, autore del libro Il Linguaggio di Dio – The Language of God, ha infatti espresso preoccupazione per la nuova tecnica CRISPR Cas9, di cui ha parlato recentemente anche la trasmissione SuperQuark: tale tecnica permette di tagliare i filamenti di dna, e di sostituire porzioni di codice genetico difettose, per sostituirle con altre sane. Una nuova tecnica promettente, ma che crea la possibilità di modificare il dna anche dove non strettamente necessario per impedire ad esempio l’insorgere di patologie gravi, o per curarle.

Per la sua stessa natura, questa tecnica è utilizzabile infatti anche a fini eugenetici, ad esempio per ottenere caratteristiche fisiche desiderate, o per potenziare alcune capacità dei nascituri. “Dobbiamo essere consapevoli – ha dichiarato Collins agli studiosi – dell’arroganza che sarebbe necessaria agli esseri umani per pensare di essere intelligenti nel credere di avere la capacità e i principi etici per fare una cosa del genere”. Aggiungendo che “L’umiltà dovrebbe essere un ottimo principio da cui partire per qualsiasi tipo di dibattito” su una tale questione, che comporta pesanti interrogativi etici, ma anche scientifici.

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