Rivista SRM - Science and Religion in Media
Galileo Galilei, un uomo vissuto tra scienza e fede E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, direttore SRM   
Lunedì 09 Gennaio 2017 08:15

galileo galileiL'8 gennaio del 1642, all’età di 78 anni, il grande scienziato toscano, padre del moderno metodo scientifico e simbolo dell'equilibrio, a volte difficile, tra religione e ricerca scientifica, tra fede e ragione, moriva nella propria villa di Arcetri. Galilei vi era stato confinato dopo il famoso processo e la condanna da parte del Sant'Uffizio. Condanna dovuta sia alla sua volontà di non mediare tra la teologia della propria epoca e le moderne tesi copernicane che sosteneva dogmaticamente prima ancora che fossero del tutto dimostrate, sia al suo atteggiamento ambiguo in tal senso prima e durante il processo, sia indubbiamente al periodo storico e culturale in cui viveva.

Lo ho spiegato, tra gli altri, Papa Giovanni Paolo il 31 ottobre del 1992 nel discorso ai partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, in cui ha anche ammesso le responsabilità della Chiesa: "se la cultura contemporanea è segnata da una tendenza allo scientismo - ha affermato - l’orizzonte culturale dell’epoca di Galileo era unitario e recava l’impronta di una formazione filosofica particolare. Questo carattere unitario della cultura, che è in sé positivo e auspicabile ancor oggi, fu una delle cause della condanna di Galilei. La maggioranza dei teologi non percepiva la distinzione formale tra la Sacra Scrittura e la sua interpretazione, il che li condusse a trasporre indebitamente nel campo della dottrina della fede una questione di fatto appartenente alla ricerca scientifica."

Anche il caso Galileo, spiegò il pontefice nello stesso nel discorso, può però avere un effetto positivo, in quanto caso da cui "trarre un insegnamento che resta d’attualità in rapporto ad analoghe situazioni che si presentano oggi e possono presentarsi in futuro", e che costituisca quindi un monito e una guida ideale per analizzare e valutare il rapporto tra fede e scienza, e le situazioni in cui queste due differenti interpretazioni della realtà dovranno nuovamente confrontarsi, e reciprocamente convergere o divergere. L'errore che fece la Chiesa, fu sicuramente di non comprendere che le Sacre Scritture non dovevano né potevano essere interpretate in senso letterale; e la scienza, la filosofia e la teologia, oltre a non utilizzare gli stessi metodi per capire e interpretare la realtà, possono portare a conclusioni differente, se non opposte tra loro.

Gli errori di Galileo furono il non comprendere, a propria volta, le esigenze teologiche e culturali della Chiesa; l'avere invece un atteggiamento dogmatico senza volontà di mediazioni: la teoria copernicana e eliocentrica, che tra l'altro non era ancora stata dimostrata senza possibilità di confutazioni, per lui era già certa, assoluta, e non poteva essere considerata una semplice ipotesi scientifica, potenzialmente valida come altre fino alle prove definitive; un atteggiamento quindi anche di plateale sfida alla Chiesa e ai suoi inquisitori: l'allora Pontefice Urbano VIII e il Cardinale Bellarmino. Tranne poi negare opportunisticamente tale atteggiamento, quando aveva capito che la situazione volgeva al peggio, e sottoscrivere il 22 giugno del 1633 l'abiura della teoria copernicana davanti alla Santa Inquisizione.

Fisico, astronomo, matematico, filosofo, professore universitario: nato a Pisa il 15 febbraio del 1564, Galilei è stato uno dei fondatori della scienza moderna, e del moderno metodo scientifico. Importantissimi i suoi studi sul tempo e sui metodi per misurarlo; l'utilizzo del telescopio per le osservazioni astronomiche; i suoi studi di ottica che lo hanno portato a perfezionare di tale strumento, tramite il quale ha scoperto anche Callisto, Europa, Ganimede, Io, lune del pianeta Giove. Tra e sue opere più importanti possiamo ricordare il Sidereus Nuncius, pubblicato nel 1610; il suo opuscolo del 1613 Istoria e dimostrazioni intorno alle Macchie Solari; Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, del 1632; il trattato del 1638 Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti la mecanica e i moti locali.

 
Lincei: Quintino Sella, scienziato e politico E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Sabato 07 Gennaio 2017 21:51

quintino sellaL'Accademia Nazionale dei Lincei giovedì 12 gennaio 2017 nella propria sede di Palazzo Corsini ricorda a Roma la figura e il peso scientifico e culturale di questo studioso, al tempo stesso geologo, matematico, filologo, statista e alpinista. Alle 17.30 il socio linceo Carlo Doglioni terrà infatti la conferenza Quintino Sella dal titolo Gradienti: motore della terra e non solo. Nato a Sella di Mosso nel 1827, morto a Biella nel 1884, Quintino Sella nel diciannovesimo secolo ha avuto un ruolo importante sia nella storia della scienza che nella storia della società e della politica italiana.

Dopo la laurea in ingegneria idraulica all’Università di Torino nel 1847, aveva studiato alla École des Mines di Parigi fino al 1851. Presidente dal 1874 al 1884 dell'Accademia dei Lincei, che aveva rifondato con Terenzio Mamiani, aveva organizzato numerose attività con la Classe di Scienze morali, storiche e filologiche, sostenendo anche l'opportunità di accogliere studiosi stranieri nell'Accademia. È stato fondatore anche della Società Geologica Italiana e del Club Alpino Italiano.

Docente di Matematica alla Facoltà di Scienze dell'università di Torino, svolse importanti studi tra l'altro sulla cristallografia teorica e morfologica, e importanti ricerche mineralogiche, per le quali gli fu dedicato la sellaite, un minerale descritto da Sella nel 1868. All'attività di scienziato affiancò anche quella di politico e uomo delle istituzioni: nel 1861 divenne Segretario generale del Ministero della Pubblica Istruzione, e fu Ministro delle Finanze nel 1862 e nel periodo 1864 - 1865 e 1869 - 1873.

 
Eventi Lincei, tra scienza, matematica e tecnologie E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, direttore SRM   
Mercoledì 28 Dicembre 2016 21:51

lincei palazzo corsiniOltre ai già citati eventi: Il CNR, da Volterra al futuro della scienza italiana; Galileo Galilei e Federico Cesi; la giornata Golgi su Mente e Pensiero Matematico, l'Accademia nazionale dei Lincei nel mese di dicembre 2016 ha organizzato a Roma altri tre incontri su tematiche scientifiche. Due in particolare nella giornata di venerdì 16, nella sede di Palazzo Corsini: il primo alle 15.00, nell'ambito della Classe di scienze fisiche, matematiche e naturali; il socio linceo Vincenzo Barone, professore di chimica fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha tenuto una conferenza sul tema: Linguaggi comuni per sistemi complessi. Nuovi ponti attraverso antiche frontiere.

Subito dopo, alle 16.00, nell'ambito invece delle attività della Classe di scienze fisiche, matematiche e naturali, il socio Stefano Turillazzi ha ricordato lo zoologo e etologo Floriano Papi, nato a Follonica il 22 dicembre del 1926, e morto a Pisa il 14 marzo di quest'anno. Socio dell'Accademia nazionale dei Lincei e dell'Accademia toscana di scienze e lettere, Papi era stato presidente della Società italiana di etologia,, che aveva fondato insieme a Leo Pardi e Danilo Mainardi. A onor del vero, Papi era anche presidente onorario dell'UAAR - Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, l'associazione nota per gli attacchi intellettuali al Cattolicesimo e alle altre religioni, e che ha il dichiarato obiettivo di diffondere e sostenere nella società idee atee e agnostiche.

Dal 19 al 21 dicembre si è invece svolta la conferenza internazionale Models, simulation, optimization: 
mathematical technologies for industrial innovation in Europe - Modelli, simulazione, ottimizzazione: tecnologie matematiche per l'innovazione industriale in Europa. Un evento promosso dall'Accademia Nazionale dei Lincei e dal Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre., e che ha visto anche una tavola rotonda Istituzionale sulla situazione attuale e sulle prospettive future derivanti dall’utilizzo delle Tecnologie matematiche in Europa.

 
Perché scienza e fede non sono in opposizione E-mail
Scritto da Paolo Centofanti, direttore SRM   
Domenica 01 Gennaio 2017 21:51

rosalind picardAbbiamo più volte spiegato come la ricerca scientifica, o la scienza teorica, non siano necessariamente sempre contrapposte alla religione, o ad esempio alla fede cattolica. Ricordando anche come, nella storia della scienza, siano molti gli scienziati credenti, anche molto famosi e importanti per il progresso della conoscenza umana. E come molti siano stati gli studiosi allo stesso tempo sacerdoti: persone che hanno scelto di dedicare le proprie esistenze a Dio e allo studio del Creato.

Argomenti di cui si è parlato recentemente negli stati uniti nel forum culturale Veritas, a cui hanno preso parte quattro studiosi. Due del MIT - Massachusetts Institute of Technology: Rosalind Picard, vedi immagine, fondatore e direttore del gruppo Affective Computing Research, e Ian Hutchinson professore di Scienza e ingegneria Nucleare. Gli altri due partecipanti sono invece docenti dell'università di Harvard: Tyler VanderWeele, professore di Epidemiologia, e Nancy E. Hill, psicologa dello sviluppo e professore alla Harvard Graduate School of Education.

I ricercatori, facendo anche riferimento alla propria personale fede e esperienza, hanno raccontato al pubblico intervenuto come non vi sia incompatibilità alcuna tra scienza e religione. Rosalind Picard, come riferisce il blog godreports.com, in particolare ha affermato che "Le persone che pensano di non potersi confrontare con la fede in realtà ingannano solamente se stessi", e che inevitabilmente "tutte le persone nel campo della scienza devono accettare qualcosa dalla fede". ne deriva che la domanda non è se sia possibile fare scienza e credere in Dio. Da un tale punto di vista, invece la corretta "domanda è: quali sono le prove per questo, e accettate il tipo di prova che non sia scientifica?"

Sulla stessa linea di pensiero, Ian Hutchinson ha ad esempio ricordato le figure di scienziati famosi che allo stesso tempo erano anche cristiani credenti: "Se si pensa a James Clerk Maxwell o Michael Faraday o Arthur Eddington o Robert Boyle o Newton" o altri studiosi di tale livello, parliamo "di persone che non erano atei", ma erano invece "cristiani profondamente credenti".

 
Natale 2016, tra fede e scienza E-mail
Scritto da Redazione SRM   
Domenica 25 Dicembre 2016 21:14

papa francescoPer queste festività natalizie del 2016, abbiamo pensato di ricordare questo breve brano estratto dal discorso formulato da Papa Francesco nell'Aula Paolo VI Venerdì, 18 dicembre 2015 ai donatori del presepio e dell'albero di natale collocati in piazza San Pietro per il Natale dello scorso anno. Il Santo Padre ricorda ai presenti e ai fedeli il significato della Natività, presenza di Dio nel mondo, e del presepe con cui i cristiani la rappresentano.

"Gesù non è infatti semplicemente apparso sulla terra, non ci ha dedicato un po’ del suo tempo, ma è venuto a condividere la nostra vita, ad accogliere i nostri desideri. Perché ha voluto, e vuole tuttora, vivere qui, insieme a noi e per noi. Gli sta a cuore il nostro mondo, che a Natale è diventato il suo mondo. Il presepe ci ricorda questo: Dio, per la sua grande misericordia, è disceso verso di noi per rimanere stabilmente con noi". Auguri di Buon Natale, tra scienza e religione, fede e ragione, a voi e alle vostre famiglie. Paolo Centofanti, direttore SRM - Science and Religion in Media, direttore Fede e Ragione.

 
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Direttore: Paolo Centofanti

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